La febbre da Superenalotto
ByTutta la seconda parte del 2009, fino a questo nuovo anno, è stata segnata da due epidemie di notevole portata, la prima fortunatamente meno pericolosa di quanto si pensasse, è l’influenza A(H1N1), l’altra di differente portata, è conosciuta ai molti come la febbre da Superenalotto.
Occhi alle statistiche, alle frequenze e ai ritardi, partecipazione a sistemi e sistemoni, non hanno aiutato a trovare la cura da questo (piacevole) morbo, e l’influenza da Superenalotto da più di dieci anni ormai non cessa ad avanzare.
Il sogno di tutti è portare a casa con noi, diventare insomma amici inseparabili, del Jackpot più alto del mondo, un essere un po’ ingombrante ma per la cui compagnia una soluzione non è difficile da trovare. Nel solo biennio 2009/2010, il Jackpot del Superenalotto italiano ha raggiunto il valore più alto di tutte le giocate mondiali per ben nove volte.
Dal successo di questo capostipite la famigliola dei giochi è cresciuta: i gratta e vinci sono sempre più forti e l’ultimo arrivato, il piccolo, si fa per dire, Win for Life, promette bene. Il sogno di una vincita stratosferica ormai rientra nei progetti di tutti.
Nel paese della smorfia, della superstizione, dell’interpretazione dei sogni attraverso i numeri, delle 11 ruote geografiche, e della speranza di un futuro da nababbi, il gioco e le vincite milionarie sono una costante dell’interesse comune. Piccola raccomandazione però: giocare fa bene, ma con moderatezza è meglio.

