Archive for aprile, 2010

Il gioco del superenalotto è considerato da tutti gli italiani una sfida alla sorte, alla fortuna; è visto come l’eterna speranza che potrebbe portare a una svolta nella vita di una persona. Pensare e ripensare ai sei numeri “magici” da giocare; giocarli e vivere nella speranza con le dita incrociate. Il giorno dell’estrazione stare col fiato sospeso davanti alla tv e sperare, sperare, sperare…. fino a che non vengono proclamati i tuoi sei numeri! E la gioia esplode! Sei numeri estratti che portano alla gioia di una persona, alla felicità più assoluta. A volte però la vita è strana e sa sorprenderti nel peggiore dei modi come è accaduto in Veneto, ed esattamente a San Donà di Piave, il 18 Marzo scorso. Thomas, ragazzo di 37 anni, disoccupato e con 4 figli a carico. Come ogni volta entra dal suo tabaccaio di fiducia per giocare i suoi sei numeri fissi, sei numeri che non cambiava mai con la speranza che prima o poi sarebbero usciti. Entra nella tabaccheria di fiducia intorno alle cinque, compila la schedina del superenalotto e la consegna al tabaccaio. Problema : la macchinetta delle scommesse non era in funzione, mancava la linea. Il soggetto in questione consegna la schedina e i sette euro al tabaccaio di fiducia dicendogli di giocargliela appena sarebbe tornata la linea. Il tabaccaio verso le 19.30 chiama il ragazzo per comunicargli che il sistema non era ripartito e quindi non era riuscito a giocargli la schedina e di passare l’indomani a riprendere i sette euro.

3, 4, 7, 44, 52, 89 ecco i numeri estratti il giorno seguente! Gli stessi della schedina non giocata del ragazzo veneto 37enne. Ora una causa in ballo tra il ragazzo e il tabaccaio. Una dea troppo bendata, o probabilmente cieca, ha accompagnato la sorte di Thomas.

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apr
02

La febbre da Superenalotto

Posted by: Admin | Comments (0)

Tutta la seconda parte del 2009, fino a questo nuovo anno, è stata segnata da due epidemie di notevole portata, la prima fortunatamente meno pericolosa di quanto si pensasse, è l’influenza A(H1N1), l’altra di differente portata, è conosciuta ai molti come la febbre da Superenalotto.

Occhi alle statistiche, alle frequenze e ai ritardi, partecipazione a sistemi e sistemoni, non hanno aiutato a trovare la cura da questo (piacevole) morbo, e l’influenza da Superenalotto da più di dieci anni ormai non cessa ad avanzare.
Il sogno di tutti è portare a casa con noi, diventare insomma amici inseparabili, del Jackpot più alto del mondo, un essere un po’ ingombrante ma per la cui compagnia una soluzione non è difficile da trovare. Nel solo biennio 2009/2010, il Jackpot del Superenalotto italiano ha raggiunto il valore più alto di tutte le giocate mondiali per ben nove volte.

Dal successo di questo capostipite la famigliola dei giochi è cresciuta: i gratta e vinci sono sempre più forti e l’ultimo arrivato, il piccolo, si fa per dire, Win for Life, promette bene. Il sogno di una vincita stratosferica ormai rientra nei progetti di tutti.
Nel paese della smorfia, della superstizione, dell’interpretazione dei sogni attraverso i numeri, delle 11 ruote geografiche, e della speranza di un futuro da nababbi, il gioco e le vincite milionarie sono una costante dell’interesse comune. Piccola raccomandazione però: giocare fa bene, ma con moderatezza è meglio.

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